La novità dell’estate: il sensore per l’abbronzatura

Il settore dell’estetica si sta innovando, e i grandi marchi stanno facendo spazio a nuove tecnologie come questo sensore per l’abbronzatura che sarà messo sul mercato da La Roche-Posay questa estate.
Il sensore per l’abbronzatura, simile a un cerotto alla nicotina, ha una durata di cinque giorni e misura l’esposizione ai raggi UV (cambiando colore man mano che aumenta l’esposizione), memorizzando i dati al suo interno; grazie al chip con la funzionalità di Near Field Communication, si collega direttamente allo smartphone comunicando i dati raccolti durante l’esposizione al sole.

Questo sensore, chiamato My Uv Patch è stato elaborato da L’Oréal,  che lo distribuirà con il marchio La Roche Posay, molto probabilmente gratuitamente: la strategia infatti è quella di coinvolgere il pubblico appassionato di tecnologia e, ancora più importante dal punto di vista di L’Oréal, aumentare la consapevolezza dell’esposizione al sole e la cura della pelle.

L’applicazione che comunica con il sensore infatti offrirà anche raccomandazioni su quali tipi di prodotti per la cura della pelle e creme solari utilizzare, consigli  su come proteggersi meglio, sulla giusta quantità di crema solare da applicare, su quando è meglio stare all’ombra. Questi consigli possono essere giusti solo se si comprende davvero quanto la pelle è stata esposta al sole e con quale intensità.

“Vogliamo costruire nei prossimi anni una serie di prodotti che rappresentino il legame tra tecnologia e bellezza”, ha dichiarato Guive Balooch Global vice president di Connected Beauty Incubator, l’incubatore tecnologico di L’Oréal Research and Innovation che si occupa di integrare le tecnologie con i prodotti del settore beauty. “Le novità non riguardano solamente le tecnologie weareable (cioè indossabili), ma anche quelle che saranno in grado di offrire una sempre più estesa personalizzazione dei prodotti.”

 

(fonte: “marketingcentroestetico.it”)


One comment

  1. Martina scrive:

    Post molto interessante, prima di questo articolo non l’ avrei mai scoperto questo sensore non vedo l’ ora di provarlo su pelle, mi sembra molto interessante.

Leave a Reply